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SOMMARIO
> SILENZIO IN OTTOBRE di J.C. Grondahl

> SILENZIO IN OTTOBRE di J.C. Grondahl
Una donna in piedi davanti ad un parapetto, di spalle alla città… Che ne dite come inizio? Una fotografia, un pensiero, una speranza? Proverò ad aggiungere qualcosa…la donna in questione è fuggita, “scomparsa nello stesso modo in cui è apparsa, senza preavviso, dal nulla, una sera d’inverno” Una donna danese, sposata, madre di un ragazzo adolescente e di una ragazza ormai donna. Moglie di un saggista d’arte. E’ lui a raccontarci quanto è avvenuto, o almeno ci prova a narrarlo, non si capacita nemmeno lui di questa fuga così improvvisa, senza perché. E per colmare il vuoto, per interrogare il dolore della solitudine improvvisa, dei silenzi crudeli, lo seguiamo nel suo passato, nelle voci e nelle donne conosciute, sfiorate o amate, per città europee o americane, luoghi sempre ricchi di fascino, ideali quasi per amarsi e per lasciarsi…Lisbona e le luci dell’autunno, New York fredda e frenetica, qualche caffè o museo di Parigi, e una Copenaghen appena sfumata, sfondo di una passata felicità domestica. Il presente è invece colmo di dubbi, la voce narrante scorge ogni tanto “un barlume di me, nei finestrini degli autobus o nei cristalli scuri delle vetrine” mentre lei, Astrid, la donna amata, lasciata e cercata “cammina da sola, là dove camminavamo” . Un autunno struggente, come doveroso, ma senza mai cadere nella banalità, nel facile dramma. Silenzi tinti di giallo, di azzurro, tramonti di giornate senza un cenno di saluto, una traccia. Cronaca di una sofferta attesa, di una fine…quella la scoprirete voi…una vicenda molto ben narrata, un ritmo che prende il lettore, il quale alla fine del libro forse come me sarà soddisfatto di aver affidato un po’ del suo tempo a questo ignoto romanziere danese, preferendolo all’ ”esercito” dei bestsellers…

Fabrizio Tiberio

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