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> Libri novità - Settembre 2008
> Libri novità - Maggio 2008
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CAT CHASER
di Elmore Leonard; traduzione di Wu Ming I
Coll. 808.838 72 LEO |
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“Diffida di ogni impresa che richieda abiti nuovi” (Henry D. Thoreau)
Cat-chaser, “acchiappagatto”: ecco il nome in codice di George Moran quando portava l’uniforme da marine ed era stato ferito da una ribelle dominicana che trasmetteva in una radio clandestina. Ora, sedici anni dopo, Moran gestisce il Coconut Palms, un motel ricevuto in eredità con tanto di piscina ovale e posizione tattica in riva al mare. I suoi giorni procederebbero calmi e vuoti in quel di Miami, non fosse per il passato che lo tormenta e un presente che non lo lascia stare. Gli ronzano intorno un equivoco investigatore privato, “il genere di persona che si addormenta a letto con la sigaretta accesa”, un truffatore cialtrone e un po’ naive, un misterioso pianista con l’amante e numerose dark lady. Prima tra tutte, Mary De Boya, dannata femme fatale che lo porterà alla deriva tra traffici di droga, omicidi, vendette e situazioni al limite.Non poteva amare donna più sbagliata, ma nello stesso tempo più pura.
Autore culto di Tarantino (Jackie Brown è tratto da un suo romanzo), Elmore Leonard incanta il lettore non solo con i meccanismi perfetti delle sue trame, quanto con i dialoghi ironici e serrati e con personaggi umanissimi e dalle imprevedibili sfumature.
Un libro, efficacemente tradotto da Wu Ming I , che non può non appassionare, un noir classico ma che si decostruisce poco a poco, un perfetto equilibrio tra divertissement e tragedia che entra di diritto a far parte della letteratura.
Recensione di Cristiana Astori
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SILENZIO
IN OTTOBRE
di J.C.Grondahl
(823.91 GRO)
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Una
donna in piedi davanti ad un parapetto, di spalle alla città…
Che ne dite come inizio? Una fotografia,
un pensiero, una speranza?
Proverò ad aggiungere qualcosa…la donna in questione
è fuggita, “scomparsa nello stesso modo in cui è
apparsa, senza preavviso, dal nulla, una sera d’inverno”
Una donna danese, sposata, madre di un ragazzo adolescente e di una
ragazza ormai donna. Moglie di un saggista d’arte. E’
lui a raccontarci quanto è avvenuto, o almeno ci prova a narrarlo,
non si capacita nemmeno lui di questa fuga così improvvisa,
senza perché. E per colmare il vuoto, per interrogare il dolore
della solitudine improvvisa, dei silenzi crudeli, lo seguiamo nel
suo passato, nelle voci e nelle donne conosciute, sfiorate o amate,
per città europee o americane, luoghi sempre ricchi di fascino,
ideali quasi per amarsi e per lasciarsi…Lisbona e le luci dell’autunno,
New York fredda e frenetica, qualche caffè o museo di Parigi,
e una Copenaghen appena sfumata, sfondo di una passata felicità
domestica.
Il presente è invece colmo di dubbi, la voce narrante scorge
ogni tanto “un barlume di me, nei finestrini degli autobus o
nei cristalli scuri delle vetrine” mentre lei, Astrid, la donna
amata, lasciata e cercata “cammina da sola, là dove camminavamo”
. Un autunno struggente, come doveroso, ma senza mai cadere nella
banalità, nel facile dramma. Silenzi tinti di giallo, di azzurro,
tramonti di giornate senza un cenno di saluto, una traccia.
Cronaca di una sofferta attesa, di una fine…quella la scoprirete
voi…una vicenda molto ben narrata, un ritmo che prende il lettore,
il quale alla fine del libro forse come me sarà soddisfatto
di aver affidato un po’ del suo tempo a questo ignoto romanziere
danese, preferendolo all’ ”esercito” dei bestsellers…
Recensione di Fabrizio Tiberio
Assonanze (musicali)
Consigliato l’accompagnamento alla lettura di…che so,
qualche brano di Suzanne Vega tipo 5.99.9°F o Small Blue Thing…o
un Lou Reed tipo What’s Good, provate. Atmosfera garantita!
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UN ALTRO
GIRO DI GIOSTRA
(910.4 TER)
di Tiziano Terzani
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Tra i molti libri disponibili presso la biblioteca a. Arduino, letti quest’anno,
segnalo “Un altro giro di giostra” di TizianoTerzani. Conosco
l’autore dai suoi primi scritti, come corrispondente per il giornale
tedesco der spiegel, tuttavia quest’ultima opera è sicuramente
la più introspettiva. L’autore, colpito dal cancro, ha percorso,
da paziente e da giornalista, strade sia canoniche che alternativa per
cercare di scoprire la cura di tutte le cure. Dalla realtà occidentale
e, soprattutto, americana a quella orientale, indiana prima e himalayana
poi, passando dal memorial sloan-kettering cancer center alle cliniche
ayurvediche ed agli ashram. Il lettore si trova a vivere con
l’autore una ricerca che non è tanto quella della medicina
magica quanto del significato della malattia. Ciò che emerge è
che ognuno è veramente cura di se stesso e che una scelta può
essere positiva anche se questa non dovesse portare al risanamento che
inizialmente è spontaneo perseguire. Un cancro cambia l’uomo
forgiando la consapevolezza del proprio sé attraverso qualsiasi
strumento che per quell’uomo sia valido: la fede religiosa, l’approccio
filosofico, la medicina allopatica occidentale o anche una qualsiasi tecnica
new age. L’importante è credere e fidarsene ciecamente.
Ho trovato molto coinvolgente il poter seguire le dinamiche mentali di
una persona che vive un momento così difficile e delicato, non
per voyeurismo ma come importante fonte di stimolo alla meditazione. Si
tratta sicuramente di un libro molto “denso” , che non può
certamente essere letto tutto di un fiato ma che richiede tempi di sedimentazione,
nel mio caso, non indifferenti.
Recensione di Valeria M.
“Il pensiero è a onde,
procede per salti e scossoni”
Concedetemi, cari lettori, di iniziare con una citazione, peraltro
dello stesso autore, tratta da una recente intervista 1
Infatti, l’idea che mi ha accompagnato nella lettura di questo
suo romanzo, il ritmo ricorrente in ogni capitolo, era proprio questa
onda. Onda, flusso amoroso, piuttosto che un arco…
I due protagonisti vivono un amore contrastato- dagli eventi ma anche
da loro stessi- e passionale, sanguigno direi. Il fotografo di interni
viene travolto dalla bellezza e dalla personalità della giovane
Manuela, arpista di fama, reduce da una storia sofferta con un uomo
violento…e la violenza, specie verbale, torna spesso in questa
nuova coppia, nelle stanze borghesi di una Milano dei mesi di“mani
pulite”, di scandali e vittime illustri…,successivamente
anche nella romantica ma nebbiosa Ferrara.
“Autobiografia dell’immediato. Troppo personale…”
– confessò De Carlo a proposito di questo romanzo, nell’intervista
citata. Ora lo sapete, la vicenda è stata vissuta dall’autore
in prima persona, e in filigrana ritorna nelle pagine del libro.
Certo, troverete di più, ad una lettura attenta, anche se personalmente
ho riscontrato molta tensione in tutta la storia, rari i momenti di
rilassamento, di calma, di vera gioia.
Ma forse così la storia è più vera!
Recensione di Fabrizio Tiberio
Infanzia, adolescenza e primi amori del fumettista
ventisettenne Craig Thompson.
Ma non aspettatevi la giovinezza maledetta di un’artista
underground americano; il protagonista è un ragazzino timido
e un po’impacciato che vive in un piccolo paese rurale del
Wisconsin. L’autobiografia narra del suo ambiente, permeato
da una religiosità chiusa e a tratti ossessiva, del suo
rapporto di complicità/rivalità col fratello più
piccolo, e di Raina, la ragazza incontrata a un campo estivo che
lo farà innamorare. Sarà proprio lei che donerà
a Craig una coperta (dall’inglese”blankets”),
calore e colore dei momenti più bui,
Fatti quotidiani, in apparenza anche banali, rispetto alle trame
complicate e ricche di colpi di scena di molti bestseller. Ma
ciò che rende la storia speciale è lo sguardo incantato
e insieme autoironico di Thompson che, senza paura di compromettersi,
mette a nudo le incertezze e le paure che costellano il passaggio
dall’adolescenza all’età adulta.
Vengono così a galla timori e inquietudini, momenti di
gioia e di tristezza che in un modo o nell’altro hanno scandito
la vita di tutti noi, e che ci sembra di aver dimenticato.
Oltre a Blankets, Thompson ha pubblicato soltanto un altro albo
“Good-Bye, Chunky Rice” ma grazie a questa autobiografia
è entrato nell’olimpo degli artisti più prestigiosi,
e ha vinto numerosi premi tra cui l'Harvey Award.
Un’opera dunque che parla di sentimenti senza essere retorica,
ma che coinvolge, commuove e fa rabbrividire; insomma, un vero
capolavoro: oltre cinquecento tavole a fumetti, in un bianco e
nero scarno ma efficace che traccerà un solco profondo
nel vostro cuore.
Recensione di Cristiana Astori
Assonanze (musicali)
Inevitabile l'albo acustico dei Nirvana (di cui non ricordo il titolo.. acc.!) e la colonna sonora del film "Donnie Darko" di Richard Kelly, in particolare ll'ultimo pezzo, "Mad world" di Gary Jules.
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ARCO D'AMORE
(853.91 DEC)
di Andrea De Carlo
BLANKETS
(741.5 THO)
di Craig Thompson

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