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Con questa iniziativa alcune sculture sono venute ad arricchire la nostra città realizzando al tempo stesso obiettivi diversi e importanti.
Anzitutto l'ambiente urbano diviene luogo di vita per l'arte mentre lo spazio cittadino e l'arte contemporanea si coniugano tra loro.
In secondo luogo l'operazione consente, insieme ad altre iniziative ormai consolidate, di realizzare quel decentramento culturale che è anche valorizzazione delle periferie e ampliamento e divulgazione culturale.
Altro aspetto significativo è l'incontro della comunità con l'arte, fuori dagli usuali contesti museali, occasione di esperienza e di scambio nei luoghi e negli spazi urbani dove d'abitudine non si incontra il pubblico delle gallerie e dei musei.
La cultura dunque è capace di provocare modificazioni e interventi sull'assetto urbanistico della città e di creare relazioni ricche e coese costruendone il profilo futuro.
Il nostro ringraziamento va dunque rivolto, in modo non formale né rituale, a Edoardo Di Mauro e agli artisti che donano e doneranno le loro opere alla città: le loro non sono semplici sculture o installazioni, ma nuclei di relazione e modi di vivere.
In questo senso l'arte non è solo ornamento o monumento: essa penetra nella nostra città come l'aria e la luce.

Struttura metallica saldata, zolle di argilla cotta, sedum rupestre
Opera installata nel giardino antistante il centro "ZOE"
Salita Padre Denza 9 - Moncalieri
Per tradizione familiare l'artista si trova ad operare in uno spazio suggestivo quale la Fornace di Cambiano, impiegando sia nell'ambito del design, della progettazione architettonica e della scultura, elementi appartenenti al mondo della fornace, mattoni pieni, zolle di argilla, griglie e quant'altro sia stato prodotto in seguito all'intervento plasmatore millenario dell'uomo sugli elementi naturali.
Per questo l'opera di Cesario Carena trova naturale collocazione negli spazi aperti in cui spesse volte diviene ricettacolo per gli eventi imprevisti determinati dalla natura, come il germogliare dell'erba o il nidificare degli uccelli. La semplificazione minimale della forma plastica, un cubo di un metro per lato, sottende un iter progettuale articolato sull'unità modulare, ma sovvertendo l'apparente rigore strutturale con l'espressività tellurica dell'argilla.

Ferro, porcellana
Opera installata nel giardino antistante la
"Biblioteca Civica A. Arduino" - Via Cavour 31 - Moncalieri
La condizione di spiazzamento è perfettamente raggiunta l... dove s' incontrano una serie di colonne di simmetriche altezze, composte da tazze da caffè, tè, caffelatte,
tutte rigorosamente bianche.
L'imprevedibile, fragile ironica e tenera disposizione di materiale d'uso quotidiano che Matilde Domestico preleva dalla dimensione consueta per estraniarlo e connotarlo di altre significazioni, in questo caso, un Organo di tazze, rientra nel solco della Storia dell'Arte del Novecento, con l'elaborazione data dalle avanguardie storiche, della poetica dell'oggetto. Essa diviene, nello scorcio di fine secolo e alla luce delle rivisitazioni che sempre più gli artisti effettuano sullo statuto dell'oggetto, elemento fondante del loro lavoro, imperniato sul dialogo soggetto-oggetto. Un binomio denso di implicazioni inedite per il futuro dell'arte, di cui ora possiamo intravedere almeno due direttrici di ricerca: 1) l'oggetto si corporeizza e il soggetto si oggettifica 2) dall'eredità metafisica, la finzione come nuova funzione.

Lastre di metallo, pigmento naturale e rilievo
Opera installata alle "Fonderie Teatrali Limone"
Via Pastrengo 88 - Moncalieri
Radu Dragomirescu è un protagonista dell'arte contemporanea da quasi un trentennio. Rumeno, si è perfettamente integrato in Italia, pur mantenendo saldi rapporti con la sua terra d'origine, ed alcuni caratteri salienti di quella importante cultura sono visibili penetrando negli aspetti profondi della sua poetica. Particolarmente riguardo l'aspetto simbolico disseminato nelle composizioni, giocate quasi sempre su tonalità umbratili, sui suggestivi effetti del chiaroscuro, sinonimo di un'arte che fa della riflessione e del silenzio la sua essenza, con l'urgenza espressiva a fungere da contraltare ad un sostanziale pessimismo esistenziale, esternato dall'artista con acida ironia. Come ama citare Dragomirescu, l'artista non è chi appare ma colui che è. L'immanenza della "Porta Santa" supporta adeguatamente questo assunto. L'opera assume un'imponenza che va al di là del suo effettivo impatto ambientale, per il grado di sacralitˆ espresso dalla sua forma, per l'essenza iniziatica, atemporale, in cui passato e presente appaiono intrecciati in un medesimo flusso vitale. La sua struttura intende accogliere ed avvolgere il fruitore come un tempio votivo, porgendogli sommessamente un invito a prestare ascolto alla propria dimensione interiore, senza la quale diviene arduo dialogare e comprendere il mondo al di fuori di noi.

Legno scolpito e trattato con impregnante sbiancante
La scultura di Enzo Bersezio continua un processo di filtrazione sapiente esercitata su referenti naturalistici. Dopo la serie delle "onde" e dei "timoni", ecco scaturire dal mare profondo della memoria, l'opera Nootka - 50° latitudine Nord-Ovest, in cui il lattiginoso impregnante entra nella profondità del materiale che l'artista predilige, il legno, in quanto portatore di una lunga tradizione di duttilità, asservito ad un progetto "costruttivo", di edificazione espressiva.
Tramite questo materiale, Bersezio svolge una volumetria scabra e laconica, ma nello stesso tempo memore di stratificazioni storiche e culturali, precisando nel tempo uno stile plastico improntato su un processo di osmosi tra il dato di realtà e la sua trasposizione
in funzione di reperto.

E' il vuoto ciò che definisce la scultura per Piera Legnaghi. Un vuoto carico di possibilità germinanti, di forze che definiscono, senza limitare, lo sbocciare della forma, suggerita anzichè descritta, da una riduzione alla fisicità primaria, alla letteralità elementare. Fili d'erba è infatti interamente affidata alle possibilità strutturanti ed espressive di tubolari in acciaio che si protendono nell'aria, e come steli vivono piantati saldamente nelle cavità del suolo.
Una manifesta energia espansiva sostiene le opere dell'artista veronese, "abitate" da una potenziale linfa espressiva che innerva il fare scultoreo e la sottrae ad un semplice ricalco di modalità plastiche neominimali.

Realizzata con tondini pieni, di diametro 120 mm, lunghi 50 cm, n° 150 pezzi - in ferro zincato colore nero con l'estremità appuntita, posti perpendicolarmente alla parete, annegati nel muro di circa 10 cm, previa foratura con trapano, inserimento di boccola/guida e sigillatura dello stesso tondino.
Opera installata davanti alla "Biblioteca Civica A. Arduino"
Via Cavour - Moncalieri

Corrado Bonomi
Fonderie Teatrali Limone