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La città di Moncalieri sorse attorno ad un Monastero dedicato a Sant'Egidio (1113), che in origine apparteneva ai monaci benedettini. Nel 1196 il Monastero passò ai Templari.
I Templari erano un ordine religioso-militare fondato nel 1118 a Gerusalemme. Avevano una divisione al loro interno in classi di cavalieri, scudieri e più tardi cappellani con al vertice un gran maestro; il loro simbolo era la croce rossa, concessa da Papa Eugenio III nel 1148. L'ordine ebbe riconoscimenti e privilegi che ne fecero un corpo ecclesiastico soggetto direttamente all'autorità pontificia. I Templari possedevano terre, sedi, castelli e vasti patrimoni, rendite su terreni e un'ampia attività bancaria;furono una potenza finanziaria di importanza rilevante. Questo portò ad un inasprimento dei rapporti con le altre potenze del posto, come conseguenza si ebbe, dopo un lungo processo che iniziò nell'estate del 1307, lo scioglimento e la condanna per eresia dell'ordine.
L'atto ufficiale della nascita di Moncalieri come libero comune risale storicamente all'11 novembre 1230. Era la festività di San Martino: quel giorno, adunato al suono della campana , si riuniva per la prima volta il Consiglio comunale "in porticu comunis", convocato dal podestà Guido di Subinago. Trenta personaggi parteciparono alla storica adunanza: sono stati gli ultimi Consiglieri testonesi ed i primi di Moncalieri. L'atto con cui inaugurarono la loro attività nel nuovo borgo concerneva l'approvazione per l'accensione di un mutuo di 65 lire viennesi (sic), concesso alla Comunità dal cittadino torinese Ubertino, figlio del fu Giacomo della Cavalla. Moncalieri, nell'arco di pochi mesi si era già data una struttura amministrativa propria che le consentiva di stipulare contratti a nome della comunità.
Proprio all'inizio del XIII secolo assistiamo al periodo di saldatura tra l'epoca feudale e l'epoca comunale. Moncalieri pertanto si costituì in un periodo particolare della storia urbana ed economica, nel periodo cioè in cui si stava affermando, sia in Italia che in Europa, il ceto mercantile. Fu proprio in quell'epoca che si instaurò una condizione mai verificatasi prima di allora: il prestigio di vivere in città, con diritti e stato giuridico qualitativamente superiore al vivere in campagna.
Fino al 1277 Moncalieri si resse come libero Comune, governato da un Podestà eletto dal popolo. In seguito alla conquista da parte di Tommaso III capostipite degli Acaja, al suo posto subentrò un Castellano eletto dai Savoia che diede inizio alla costruzione di una casa-forte e di una torre, dove ora sorge il castello. La rapida crescita urbana, comportando sempre maggiori spese, obbligò gli amministratori a ricorrere alle prime imposizioni fiscali. E così, già dal 1278, i reggitori della Comunità decisero di dare incarico ad "octos sapientes super hoc ordinatos" di compilare i catasti comunali. La vita nel nuovo borgo veniva efficacemente regolata dalle norme comunali, specie quelle contemplate negli "Statuta", che non si potevano trasgredire: queste stabilivano strette pattuizioni tra il Comune e il cittadino. Quest'ultimo era tenuto all'obbedienza al Castellano ed a sopportare gli oneri di tributi, cariche e guardie, in cambio lo stesso godeva della protezione del Comune, che assicurava l'incolumità della persona ed il possesso dei beni.
Il 25 aprile 1286 il Consiglio di Città, per mezzo del suo sindaco Giorgio di Riva, giurava fedeltà ad Amedeo V di Savoia e Moncalieri non poté più fare scelte di alleanze con altri Comuni, non poté più avere iniziative politiche, ma conservò pur sempre la possibilità di un autogoverno interno, regolato dagli "Statuti" che la città si era liberamente data.
Vi erano fino alla Rivoluzione Francese, due classi sociali costituite in "homines de albergo" ossia i nobili ed in "homines societatis populi",con opposti interessi.
Un grande apporto alla costituzione di Moncalieri è stato dato dagli Ordini religiosi, secolari e monastici.Il primo e più importante fu il Capitolo dei Canonici di Santa Maria della Scala, insediatosi a Moncalieri insieme ai primi profughi testonesi, era formato da tredici canonici le cui autorità erano, in ordine, il Prevosto, il Cantore e poi dal 1451, l'Arciprete. Con l'acquisizione del diritto di decimare su un vasto territorio e con cospicui lasciti di privati la massa capitolare si ingrandì fino a diventare una potenza economica a Moncalieri. Una congregazione religiosa che si insediò ai piedi del Castello fu quella dei Frati Minori di San Francesco, la loro presenza non registrò mai cose notevoli, se non una continua carità.Gli Umiliati di San Giacomo furono l'altra famiglia religiosa più antica a Moncalieri, aspiravano a praticare il cristianesimo secondo l'esempio della semplicità apostolica, senza possedere nulla.
Seguirono nel tempo altri ordini religiosi tra cui i Frati dell'Ordine Carmelitano nel 1420 e i Frati Cappuccini dal 1540 al 1877.
Contemporaneamente il commercio favoriva gli scambi portando con sé una grande disponibilità di denaro.Con gli scambi nacquero e si consolidarono le fiere e i mercati. Moncalieri vanta forse il primato della più vecchia fiera del Piemonte, poiché si ha memoria della sua regolamentazione attraverso una decisione della Società del Popolo che porta la data del 22 ottobre 1344: si teneva l'ultimo lunedì del mese di ottobre e durava 10 giorni ed era inoltre esente da gabella per tutti.
Fu proprio l'affermarsi del ceto borghese che portò la necessità di un minimo di istruzione, così sin dal 1331, si ha notizia di una scuola pubblica a Moncalieri
In questi cento anni di vita Moncalieri si era già affermata economicamente e strategicamente.
Moncalieri deteneva la giurisdizione su un esteso territorio che, rispetto ad oggi, era grossomodo conchiuso a nord tra Torino, Lavoretto e Revigliasco, a levante da Chieri e Trofarello, mentre verso meridione comprendeva la piana sino ai margini di Santena e Villastellone, includeva poi La Loggia confinando con Carignano e Vinovo e accorpava a ponente Nichelino a Stupinigi.
Nel secolo XV l'importanza strategica di Moncalieri era cresciuta a tal punto che, dopo il crollo dell'antico ponte di pietra sul Po, Papa Callisto III autorizzò per il suo restauro collette non solo in Torino, ma anche in Vercelli e Ivrea. Il 15 luglio 1458 morì a Moncalieri Bernardo principe tedesco e marchese di Baden, oggi patrono della città.
Nel 1536, seguendo le sorti dello stato sabaudo, anche Moncalieri cadde sotto il dominio francese, rimanendovi sino al 1559. Dopo aver riportato, a capo delle truppe spagnole, la straordinaria vittoria di San Quintino, Emanuele Filiberto rientrò in possesso dei suoi stati, facendo di Moncalieri una sede di prefettura con una giurisdizione molto ampia che si estendeva non solo sui comuni limitrofi, ma anche su tutti i comuni delle valli di Susa e di Lanzo. Lo stesso Emanuele Filiberto istituì nel 1594 la Società dell'Archibugio, che voleva in ogni cittadino un difensore del paese: ogni anno questa società programmava feste durante le quali si svolgevano gare di tiro a segno chiamate "gioco del tavolazzo", in cui introiti venivano devoluti all'ospedale di Santa Croce.
Nel 1619, per festeggiare il matrimonio del principe ereditario Vittorio Amedeo con Maria Cristina di Francia, furono compiuti diversi lavori urbanistici, tra cui l'allargamento della piazza centrale e il restauro della Porta Navina. Nello stesso anno il grande architetto Carlo di Castellamonte iniziò i lavori di sistemazione del castello.
Nel 1630 la Zecca del ducato sabaudo fu trasferita, per un breve periodo, da Torino a Moncalieri. In questo secolo Moncalieri fu proclamata città, probabilmente da Maria Cristina di Francia: è del 1649 il primo documento in cui Moncalieri si può fregiare di tale titolo.
Il borgo subisce più volte l'aggressione della peste, oltreché gli assalti degli eserciti nemici, tuttavia conserva le sue cariche comunali , dà vita alle sue Tradizioni, tuttora esistenti, come la Fiera del bue grasso e la Fera dij subijett, il grande mercato del venerdì (istituito da Amedeo V nel 1286), sviluppa l'arte tessile e l'allevamento dei bovini, incrementa la rete commerciale, aumenta il numero dei mulini operanti sul Po, produce un ottimo olio, vini pregiati e pratica la bachicoltura; nello stesso tempo si arricchisce di monumenti, chiese e di scenografiche ville collinari, soprattutto nel 1600-'700, modificando in parte l'originaria filosofia medioevale.
Nella Moncalieri ottocentesca, dimora prediletta di Vittorio Emanuele II, oltre l'attività tessile, s'incrementa l'antica tradizione di laterizi, nascono fabbriche di zolfanelli e di biciclette, si sviluppa l'industria alimentare e sorge la fonderia Limone vicino al Sangone: la città rivela la sua vocazione industriale che ha raggiunto notevoli risultati ai giorni nostri, in particolare nei settori della prototipizzazione dell'auto, del design industriale, dell'editoria e della grafica.
Mantiene anche fiorenti la floricoltura e l'ortocoltura: il cavolo a forma di piramide e il crisantemo sono ancora oggi le specialità locali.
Attualmente Moncalieri ha raggiunto notevoli dimensioni e occupa un vasto territorio, costituito da numerose frazioni e conserva ancora nel centro storico i tratti derivanti da tanti secoli di storia a partire dalla Città Medioevale.