I Fondi strutturali
L'attuale periodo di programmazione (2000 - 2006) vede una nuova ed incisiva dei Fondi Strutturali. Il processo è partito con "Agenda 2000: per un'Europa più forte e più ampia", cioè con la comunicazione che la Commissione Europea presenta al Parlamento Europeo il 16 luglio 1997 come insieme organico di risposte alle richieste del Consiglio Europeo di Madrid del dicembre 1995 sulle politiche comunitarie da rivedere o proseguire e sulla effettiva ammissibilità dei Paesi candidati a entrare nell'Unione Europea. In particolare Agenda 2000 prospetta un disegno di riforma dei Fondi cui fanno seguito il fondamentale accordo raggiunta al Consiglio Europeo di Berlino sul quadro finanziario (marzo 1999) ed altri successivi provvedimenti che chiariscono il contesto di riferimento dalla politica economica e sociale dell'UE per il periodo di programmazione 2000 - 2006. In conclusione il risultato di questa complessa procedura confluisce nei regolamenti del 1999.
I punti fondamentali dell'attuale fase programmatoria
I Fondi Strutturali rappresentano lo strumento di interventi prioritario dell'Unione Europea in favore della coesione economica e sociale e della riduzione del divario tra le regione europee:
- Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) si prefigge la riduzione degli squilibri tra le
aregione della Comunità e finanzia interventi a favore delle aree svantaggiate
- Il Fondo Sociale Europeo (FSE) sostiene la strategia europea per l'occupazione mediante
amisure volte a prevenire e combattere la disoccupazione nonché a sviluppare le risorse umane
ae l'integrazione sociale.
- Il Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia - sezione "Orientamento"
a(FEAOG - O) finanzia misure di miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializazione
adei prodotti agricoli, nonché lo sviluppo delle zone rurali.
Lo Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca (SFOP) contribuisce allo sviluppo regionale attraverso azioni mirate di aiuto al settore
Per rafforzare l'efficacia degli interventi gli obiettivi comunitari sono stati ridotti da sette
a tre:
Obiettivo 1: promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni "in ritardo" (Pil pro capite inferiore al 75% della media comunitaria). Si applica altresì alle aree scarsamente popolate (ex obiettivo 6) e alle regioni ultraperiferiche. Al finanziamento di questo obiettivo partecipano tutti i Fondi Strutturali. E' previsto un regime di sostegno transitorio per le aree precedentemente inserite negli ob. 1, 2, 5b e non più ammissibili in quelle attuali (cosiddette aree phasing out)
Obiettivo 2: favorire la riconversione economica e sociale delle persone in difficoltà strutturali. Questo obiettivo concerne le zone in fase di mutazione socio-economica nel settore industriale e dei servizi, le zone rurali in declino, le zone urbane in difficoltà e le zone in crisi dipendenti dalla pesca. Riunisce sostanzialmente i precedenti ob. 2 e 5b e riguarda aree di minore ampiezza rispetto a quelle ob. 1. Il fondo che interviene in Piemonte per l'obiettivo 2 è il FESR. Anche in questo caso è previsto un regime di sostegno transitorio per le aree precedentemente inserite negli ob. 1, 2, 5b e non più ammissibili in quelle attuali (cosiddette aree phasing out).
Obiettivo 3: favorire l'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche e dei sistemi di formazione e occupazione nelle aree non in obiettivo 1: Riunisce i precedenti obiettivi 3 e 4 ed è finanziato dal solo FSE
Sono inoltre stati precisati e rafforzati i principi di funzionamento dei Fondi.
Programmazione: elaborazione di programmi di sviluppo pluriennali, in più fasi, concertata tra la Commissione e le autorità pubbliche, nazionali, regionali, locali e le parti economiche e sociali.
Per quanto riguarda l'obiettivo 2 in Piemonte l'attuazione di questo principio si è tradotta nella redazione di un piano di sviluppo che ha costituito le basi del Documenti Unico di Programmazione (DOCUP) contenente il relativo programma d'intervento (assi prioritari, misure, piano finanziario). Dopo l'approvazione del DOCUP da parte della Commissione Europea, la Regione ha predisposto il Complemento di Programmazione, ossia il dettaglio delle misure e delle linee di azione.
Addizionalità: le risorse comunitaria devono sommarsi e non sostituirsi a quelle già stanziate dalle autorità nazionali e locali.
Partenariato o concertazione: stretta cooperazione tra la Commissione e le autorità nazionali regionale e locali o le altre autorità pubbliche competenti, le parti economiche e sociali ed altri organismi interessati all'interno di ciascuno Stato membro, dallo stadio dell'elaborazione dei programmi fino all'attuazione degli interventi.
Concentrazione degli interventi su un numero ristretto di obiettivi prioritari.
Oltre alla riduzione del numero degli obiettivi comunitari, il principio della concentrazione ha inciso profondamente nel settore delle Iniziative Comunitarie: nell'attuale fase di programmazione sono previste solo quattro iniziative che sostituiscono le tredici del precedente periodo 1994 - 1999:
Interreg III per la cooperazione trasfrontaliera, transnazionale e interregionale a favore di uno sviluppo armonioso ed equilibrato dell'insieme delle spazio comunitario
Leader + per lo sviluppo rurale attraverso programmi di cooperazione e progetti pilota
Equal per nuove strategie di lotta contro la discriminazione e le disuguaglianze nel mercato del lavoro
Urban II per le rivitalizzazione economica e sociale delle città e delle zone adiacenti in crisi nel quadro di uno sviluppo urbano sostenibile
Da: "VADEMECUM, guida all'utilizzo dei fondi strutturali". Regione Piemonte novembre 2001
Link utili
www.europalavoro.it
www.europa.eu.it
www.regione.piemonte/industria/index.html
www.regione.piemonte.formaz/index.html
www.iniziativecomunitarie.it
www,provincia.torino.it/scuo_lav.htm
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